
Articolo di: Stefania Di Pasquale
Casa Savoia rappresenta uno dei casati più antichi d’Europa, che ha sempre partecipato durante il trascorrere dei secoli ai fatti più o meno importanti della nostra Storia europea.
Un casato legato anche alla Chiesa cattolica, ma senza che nessuno dei suoi membri salisse sul soglio pontificio o che abbia usufruito della celebre simonia.
Ma durante i secoli, non mancarono nel suo albero genealogico dei santi, beati e personalità autoritarie come: le beate Adelaide di Susa (1015-1091), Margherita (1390 – 1464) e Maria Cristina (1812 – 1836), San Girolamo Carmelo (?- 1558), il beato Umberto III (1136-1188) Beato Bonifacio arcivescovo di Canterbury (1207 – 1270) ecc…
Oltre a questa lista di personalità portate all’onore degli altari, ricordiamo che, casa Savoia fu proprietaria e custode per ben cinque secoli della Sacra Sindone, dal 1453 sino alla morte di Umberto II ultimo re d’Italia avvenuta nel 1983. Infatti, quest’ultimo scrisse nel suo testamento l’assegnazione della preziosa reliquia alla Santa Sede.
Perciò non c’è molto da meravigliarsi se questo prestigioso casato sia legato anche alla città di Assisi, luogo del compatrono d’Italia San Francesco.
Ma ora ci poniamo una domanda: Perché Giovanna di Savoia figlia del re Vittorio Emanuele III e della regina Elena decise di celebrare le nozze con Boris III di Bulgaria, proprio nella Basilica inferiore di Assisi il 25 ottobre 1930?
Prima di tutto, bisogna tornare indietro nel tempo, in particolare al 1923, quando le principesse reali Mafalda e Giovanna di Savoia si ammalarono gravemente di tifo mentre soggiornavano in Umbria, terra molto amata dalla Regina Elena.
Le due principesse sabaude si riversarono in condizioni subito gravi e vennero portate ad Assisi presso le suore dell’ordine di Santa Chiara.
Giovanna chiamata amorevolmente Giògiò dai suoi familiari, capì la gravità della malattia che la colpì, per devozione e per implorare la guarigione fece voto al “poverello d’Assisi”, pregandolo “Se guarisco dalla malattia, mi sposerò ad Assisi” e la promessa venne mantenuta.
Bisogna ricordare che Giovanna, per il resto della sua lunga vita fu una donna molto cattolica, anche quando divenne regina dei Bulgari, tanto che non si convertì mai alla religione ortodossa e sposò il re Boris III con rituale misto.
Ella abbracciò il Terz’ordine francescano e questa sua profonda fede le permise di affrontare con dignità gli eventi tragici che la colpirono durante la sua lunga vita.
Prima di tutto, l’improvvisa morte per avvelenamento del marito Boris avvenuta il 28 agosto 1943 per mano nazista, dopo un incontro burrascoso con Adolf Hitler durante una visita del re di Bulgaria in Germania nella città di Berchtesgaden, Boris rifiutò al Fuhrer l’invio di truppe bulgare sul fronte russo e in particolare continuò con coraggio a difendere e a non cedere i propri ebrei alla Germania nazista, assicurando gli israeliti bulgari di poter transitare facilmente in territori non occupati dall’esercito teutonico. Altro grave lutto, fu la grave e tragica perdita dell’amata sorella Mafalda, morta il 27 agosto del 1944 nel campo di concentramento di Buchenwald. Infine, ricordiamo anche il suo esilio e la fine del suo regno come reggente del figlio re Simeone II.
I sovietici costrinsero Giovanna con i due figli all’esilio in Egitto, per poi passare il resto dei suoi giorni in Portogallo. Alla sua morte avvenuta ad Estoril il 26 febbraio 2000, per sua volontà testamentaria, le sue spoglie viaggiarono dal Portogallo fino in Italia, inumando la regina dei Bulgari nella cappella dei frati presso il cimitero comunale di Assisi. Dopo questo brevissimo excursus della vita della principessa, possiamo comprendere la sua personalità timida, riservata e la sua profonda religiosità. Torniamo ora alla sua giovinezza e cominciamo a parlare del suo matrimonio ad Assisi. Il 25 ottobre del 1930 la città di Assisi fu protagonista dell’alleanza tra Italia e Bulgaria, fortemente voluta dal regime fascista che vide in questa unione, un ponte verso i Balcani.
Giovanna durante i preparativi si raccomandò “Non truccatemi Assisi”, questo perché ella volle una cerimonia sobria e semplice.
Alle nozze parteciparono tutte le più alte cariche dello Stato e quel giorno la città fu in festa, tutti gli assisani premevano di vedere la famiglia reale e in particolare gli sposi.
Dopo il matrimonio finalmente si svolse la cerimonia civile a Sofia e la principessa sabauda divenne Regina dei Bulgari. Boris III e Giovanna furono molto amati dal popolo bulgaro e questo amore fu reciproco, visitando spesso e volentieri anche le zone più rurali della Bulgaria. Ancora oggi i due ultimi sovrani sono ricordati con grande affetto dai bulgari, tantoché il loro figlio Simeone II di Bulgaria da re nel 2001 divenne primo ministro Bulgaro dopo tantissimi anni di esilio e fu un caso raro che un sovrano deposto anche se all’epoca era ancora un bambino divenire poi Premier negli anni 2000.
Giovanna si spense ad Estoril in Portogallo il 26 febbraio del 2000 all’età di novantatré anni. Per suo desiderio e per la sua grande affezione ad Assisi, ai Terziari francescani la quale faceva parte e per la sua patria, chiese di essere sepolta proprio qui, nel cimitero comunale nella cappella dei Frati.
Tutt’ora ci sono persone che si ricordano di lei e che la omaggiano con delle rose, dato che era anche il suo fiore preferito e in Bulgaria amava circondarsi di rose per il loro profumo. Ricordiamo che la Bulgaria ha il primato per la coltivazione delle rose e per la produzione di creme a base di rosa.
Prima di concludere vorrei ricordare un aneddoto diciamo divergente.
Sapete che Giovanna di Savoia predisse il pontificato di Roncalli? Perché nei primi anni di regno di Re Boris, il futuro Angelo Roncalli conosciuto meglio come Giovanni XXIII, dal 1924 al 1934 girò in Bulgaria come Roncalli visitatore apostolico per la Bulgaria, con funzione episcopale.
In questo periodo il nunzio Angelo Roncalli fece amicizia con la sovrana di origine italiana, e quando nel 1935 Angelo Roncalli venne richiamato dalla Santa Sede per fine mandato, Giovanna lo salutò con affetto e gli disse ” Bene ci vedremo a Roma quando sarà eletto Papa, io e mio marito verremo a renderle visita”. Roncalli sorrise per la battuta senza darle peso.
Ma il Cardinale Angelo Roncalli nel 1958 venne eletto Pontefice con il nome di Papa Giovanni XXIII.
Giovanna mantenne la promessa e andò a salutare il suo vecchio amico in Vaticano con i figli.
La profonda fede di Giovanna di Savoia caratterizzò il suo modo di agire sia in politica, che nel sociale. Ella si dedicò alla preghiera e alle opere di beneficienza, senza mai risparmiarsi e avendo sempre una buona parola per chiunque le chiedesse dei consigli. Tutti ciò, è causato dal suo amore per San Francesco, per l’opera dei francescani e per la sua Assisi.
Oggi proprio nella cittadina umbra esiste una via a lei dedicata in prossimità della basilica “Via Giovanna di Savoia- regina dei Bulgari”.
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